lunedì 23 luglio 2007

E' incredibile quanta gente arriva quando è gratis!

Premetto una cosa: Giovanni nuvoli ha finito di soffrire stanotte. Si è lasciato morire, da qualche giorno non si alimentava più. L'articolo è stato scritto prima che accadesse e non mi sembrava il caso di cambiarlo. Premesso questo potete procedere nella lettura.

Cosa ne pensate dell'eutanasia? Vi sconfinfera l'idea di poter scgliere quando morire in caso di malatia terminale per evitarvi delle sofferenze forse insopportabili?
Ovviamente il mondo è bello perchè è vario quindi possiamo sentire campane diverse per ogni argomento che ci venga in mente. Se chiedessimo alla "già lanciata verso il quarto millennio" Chiesa Cattolica essa ci risponderebbe che è contraria, è un peccato perchè la vita è un dono di Dio e dobbiamo accettarla nel bene e nel male, se invece dovessimo chiedere al partito dei Radicali ci risponderebbero che l'eutanasia è un diritto sacrosanto, che va riconosciuta la possibilità di ogni cittadino di decidere se affrontare la malatia o porre fine alla propria vita e in caso voi abbiate qualche perplessita, invece di argomentare si esibirebbero nell'ennesimo sciopero della fame a base di piscio e aria fritta che ormai non sorprende più nessuno.
Una cosa lodevole dei Radicali è quella di essere sempre pronti a battersi per ciò in cui credono, il problema però è che non conoscono quello in cui credono e non riuscirebbero a riconoscerlo nemmeno se gli attraversasse la strada.
Basta guardare i due casi principe sorti agli onori della cronaca negli ultimi mesi: Piergiorgio Welby e Giovanni Nuvoli, due simboli di una battaglia non loro.
Il primo, afflitto da una grave forma di distrofia muscolare, è morto il 20 dicembre 2006, dopo essere stato distaccato dal ventilatore polmonare che lo manteneva in vita.
Il secondo invece, affetto da sclerosi laterale amiotrofica, è ancora tra noi ma chiede di poter morire, come potevano, quindi, i Radicali rimanere sordi a una richiesta di aiuto così forte e chiara?
Ci si sono buttati a pesce, e però qui, come nel caso Welby non si tratta di Eutanasia.
A sancirlo è una sentenza del gup (giudice per l'udienza preliminare) di Roma Zaira Secchi, che ha prosciolto l'anestesista che aiutò Welby nel distacco dal ventilatore polmonare che lo manteneva in vita, Mario Riccio, in quanto il fatto non costituisce reato.
Il pm Francesca Loy, come riportato nel sito redazione.romaone.it, ha sostenuto davanti al gup che con l'interruzione della ventilazione meccanica a Piergiorgio Welby praticata da Riccio è stato attuato un diritto del paziente che ''trova la sua fonte nella Costituzione e in disposizioni internazionali recepite dall'ordinamento italiano e ribadito in fonte di grado secondario dal codice di deontologia medica'', sollecitando il proscioglimento dell'indagato.
Se il fatto non costituisce reato allora non può essere considerata eutanasia, perchè secondo la legislazione vigente essa è di fatto un reato in Italia.
Di cosa parlano i radicali allora? Del diritto di morire? Idiozie.
Qua si parla del diritto fondamentale dell'ammalato di poter rifiutare le cure. Si parla semplicemente di accanimento terapeutico a cui un cittadino può decidere di non accedere.
E invece, spulciando sul loro sito troviamo stronzate come questa raccolta firme.
Parla di eutanasia e di militanza politica, ma cosa c'è di politico in una persona che semplicemente desidera poter rifiutare delle cure (non potrebbe vivere senza le macchine che lo tengono in vita), oltre ovviamente alla strumentalizzazione che fa il partito Radicale?
Con queste lotte, dove la bandierà non è lo specchio della realtà, dove chi viene "usato" come esempio in realtà esempio non è, si rischia di non andare lontano. Non si può mettere in discussione un diritto che già è riconosciuto mischiandolo con qualcosa che in una società in cui non è la persona a decidere per se stessa, ma è lo stato e la chiesa, non sarà mai aaccettata. Giovanni Nuvoli potrebbe portare la sentenza di Mario Riccio e farsi staccare dai macchinari entro pochi giorni, ma è più comodo dove sta in fondo, no? Senza contare che è gratis, cosa possiamo volere di più?

Complimentoni.

Concludo dicendo che il fine non giustifica i mezzi, ma che i mezzi sporcano il fine.

Marco

1 commenti:

Anonimo ha detto...

A 'sto giro, quel che hai scritto proprio non mi piace. Ci vedo solo uno delle tue solite frecciate all'ala Radicale.

"Se il fatto non costituisce reato allora non può essere considerata eutanasia, perchè secondo la legislazione vigente essa è di fatto un reato in Italia."
Bel giro di parole, degno dei politicanti nostrani (parlo e non dico niente).

In Italia, l'eutanasia passiva (nella quale rientra anche lo staccare un respiratore da quanto ne so) non è reato. Ma purtroppo è accettata solo in caso di morte cerebrale, ed è qui che in mia onesta opinione stà il dramma.
Fosse applicabile anche quando una persona è conscia di cosa gli sta accadendo, il problema sarebbe risolto.
Il resto sarebbero menate etico/polico/religiose che possono pure fottersi davanti alla volontà di una persona.

Chiacchiere inutili, ben venga se qualcuno si batte. Perché l'ala Radicale vuole che gente come Welby e Nuvoli possa decidere per se.
Non chiacchiere inutili, perché come abbiamo assistito col cazzo che un malato puo decidere di non ricevere accanimento terapeutico come dici. Tantomeno non è strumentalizzare un bel niente, e ancora con ancora piu "col cazzo" che non è una questione politica (ed etica).

Meglio Radicali che chiacchieroni come il resto della sinistra (la destra vaticana su ste faccende manco la considero), almeno sappiamo per cosa gridiamo (al contrario di quello che dici)

Da Deshiolo che non ha voglia di cercarsi la pass e quindi posta come anonimo :)